Mai

 

Qui nel privé la musica non è così assordante. Monica mi precede, forse per offrirmi la vista mozzafiato di lei che si siede accavallando le gambe, coperte a malapena dal vestito cortissimo.Quella donna sa che mi fa impazzire, così come sa che mi fa impazzire il semplice gesto di raccogliersi i capelli. Lo ripete e mi sorride maliziosa. Mi tiene in pugno. A legarmi a lei è la lunga catena di piccoli gesti quotidiani apparentemente insignificanti, ma che eseguiti da lei acquistano quel fascino erotico che giorno dopo giorno ha contribuito a cementare la mia ossessione. Il nodo che ho alla gola e l'ormai doloroso gonfiore che mi impedisce di sedermi comodamente mi ricordano che fra un'ora al massimo i miei desideri più perversi saranno esauditi. Il cameriere ci porge i listini, ma prima che io possa dire alcunché, lei prende l'iniziativa, ordinando per entrambi. Vista da fuori sembra una cosa insignificante. Per me è un'altra stretta al cuore, un altro brivido fra le gambe, e lei lo sa. I suoi occhi trapassano i miei. Sono io a decidere per te dice il suo sguardo.

 

Non so come se ne accorse. fatto sta che una mattina, davanti alla macchinetta del caffè, mi rivolse la parola:- Ho visto come mi guardi.

Prima che potessi ribattere, continuò:- So esattamente quello che pensi. Quando ti passo vicino, quando tossisco per schiarirmi la gola... Vorresti fottermi, lo so. Ma sono io ad averti fottuto il cervello.

L'erezione improvvisa che mi colse fu il segno di resa che sancì la sua completa vittoria. Sorridendo, si allontanò. Le appartenevo.

 

 

Posato il bicchiere vuoto sul tavolo, si passa la lingua sulle labbra. Un'altra frecciata. Ormai sono allo stremo. Il mio cuore quasi si ferma quando sento il suo piede appoggiarsi fra le mie gambe e inizia un lento massaggio. Porco, dice il suo sguardo. Sei così insignificante che meriti di essere toccato solo con i piedi. Mi mordo le labbra per mantenere la concentrazione. 

- So che ti ho ordinato di uscire con me, stasera, e che ti ho promesso che poi avremmo scopato.- Il movimento continua. Gli occhi mi si riempiono di lacrime mentre a fatica soffoco un gemito.- Ma ho cambiato idea. Il movimento cessa.

- Non potrai mai avermi.

Il mio orgasmo si infrange dolorosamente contro le sue parole.

- Ho pensato che è più divertente così. Non trovi?

Sospirando, una sola parola mi esce dalle labbra.

-Sì.

 

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