LA DOMINATRICE MILANESE - parte 2^

Ci siamo incontrate di nuovo nel suo albergo, l'Hotel President. Manuela aveva prenotato una camera per "una coppia di amici". Io ero su di giri, tutto sembrava tranquillo... tutto tranne Mauro. Infatti, ad aspettarci nella sala reception, non c'era soltanto lei, ma anche Ricky, un uomo sui 40, bello, profumato e muscoloso.
Dopo le presentazioni e le formalità con il portiere, Manuela mi ha accompagnato in camera, e Ricky ha trascinato Mauro al bar. Poi ho saputo che, con la complicità di tre abbondanti bicchieri di wodka al limone, lo aveva rassicurato parlando di calcio, di automobili e stronzate varie.
Intanto, in camera, Manuela mi aveva vestita, anzi svestita, con un paio di mutandine ed un reggiseno push up, entrambi color sangue, e mi aveva messo un collare da cane al collo, raccomandandosi di ricevere i maschi senza parlare ed a quattro zampe. Mi sentivo ridicola, ma stavo al gioco. Col cellulare, lei ha fatto uno squillo a Ricky ed è andata in bagno a cambiarsi.
Dopo qualche minuto, sono entrati lui e Mauro, visibilmente alticcio. Io mi muovevo come un cane usando le mani e le ginocchia, mi hanno chiesto cosa stavo facendo, ma io non potevo parlare.
Poi è arrivata lei, Manuela, trasformata da innocua segretaria in perversa mistress Sui capelli aveva un cappello da ufficiale militare, indossava un body in latex nero che lasciava completamente nude le cosce, mentre le gambe esibivano due stivali neri al ginocchio. Inoltre, una cintura con le borchie a punta, un frustino, un guinzaglio e le labbra ricoperte di rossetto color porpora. Non restava niente del suo precedente aspetto rassicurante.
- Manuela, sei uno schianto...
Mi ha frustato violentemente sul culo ed ha attaccato il guinzaglio al mio collare, strattonandomi.
- Non ti permettere mai più di chiamarmi con quel nome! Adesso io sono... la tua padrona è avvicinata a Ricky, gli ha slacciato i calzoni, abbassato gli slip, ed è spuntato fuori il suo cazzo già rigido.
- Vediamo cosa sai fare, piccola puttana. Fagli un bel pompino!
Obbediente, mi sono spostata ed ho iniziato a leccargli il glande e l'asta del pene, cospargendoli di saliva. Poi l'ho succhiato a lungo.
- Allora Maurino, ti piace vedere la tua ragazza mentre succhia il cazzo di un altro?
Ho lasciato il cazzo di Ricky e mi sono girata un attimo per vedere la sua reazione. Mauro non diceva nulla e mi guardava come ipnotizzato. Subito, la padrona mi ha dato un'altra forte frustata sulle chiappe.
- Basta! Continua col tuo pompino!
Ho ingoiato ancora il cazzo e l'ho fatto godere. La sborra colava dalla mia bocca fino alle sue palle. Altra frustata, stavolta sulla schiena.

CONTINUA

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