• Pubblicata il:
  • Autore: Marco
  • Categoria: Racconti gay
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Il maiale 1 parte

Nei paesi di montagna ogni anno si ripete il rito di ammazzare il maiale, è festa grande, coinvolge tutti, piccolo e grandi, ognuno si proodica a dare una mano all'altro, bisogna fare la provvista per i mesi più freddi, qualche famiglia più numerosa e benestante addirittura ammazza anche due maiali ogni anno. Ammazzato il maiale è consuetudine mandare l'arrosto al vicino, al parente ma soprattutto ai compari, porta l'arrosto a donna Luisa mi disse mamma, è la mia migliore amica, quando si fanno le salsicce e i capicolli è sempre venuta a darmi una mano, va bene, prendo il cartoccio e busso alla porta di donna Luisa, apro, vengo subito, chi è, sono Marco, tesoro un attimo, aveva già chiuso la porta, fate con comodo. Aprì la porta, caro, scusa, ma prima di cena chiudo sempre la porta, è diventata un'abitudine ormai, entra c'è anche la figlia di mia cugina quelli che abitano nel frusinate, tu, non la conosci è venuta a stare con me perché la madre è vicina all'altra figlia che deve partorire a giorni, accomodati, Lisa, ti presento Marco, il figlio della mia più cara amica, piacere. Lisa, era una ragazza piuttosto magra, naso pronunciato come donna Luisa, un bel seno, niente di più, molto lieto, Marco, accomodati pure. Mi sedetti sulla sedia, no, disse donna Luisa, mettiti sulla poltrona vicino al fuoco, peccato che abbiamo già cenato, adesso ti offro il nocino che tu già hai assaggiato, non disturbatevi, ma quale disturbo, è tua madre che si prende sempre tanto fastidio, non ci voleva nulla, ma ora aspetta, vado a mettere il nocino, brindiamo tutti e tre alla salute del nascituro che deve venire. Mi sedetti su quella poltrona comoda che era stata testimone silenziosa tra me e donna Luisa di tante porcate fatte nelle sere precedenti. All'ora dissi io a Lisa tra poco diventerai zia, si rispose, è molto bello la nascita di un bimbo, sono emozionata, penso alla gioia che proverà mia sorella, anche se mi ha detto mamma che inizia a serpeggiare anche un poco d'ansia, è normale le risposi, il parto è sempre un evento eccezionale, figurarsi la nascita del primogenito, il parto, come anche la morte se vogliamo sono i due momenti che segnano il segmento delle nostre vite, vedrai, andrà tutto bene, a poco, diventerai una bella e cara zia, grazie, che belle parole, purtroppo però io non avrò mai la possibilità di essere mamma, scherzi naturalmente aggiunsi, una bella e cara ragazza come te presto avrà la fortuna di essere sposa e madre, no, ti ringrazio ma questo non succederà mai. Sei misteriosa perciò più affascinante, le accarezzai il viso, voi donne non vi arrendete mai, è l'unica vera meraviglia del creato, aspetta, poi ne riparleremo quando verrai a trovarci con un bel bambino tra le tue braccia, ti ricorderò io questo discorso vicino al fuoco, sei una carissima ragazza, non ti manca nulla, avrai tanti corteggiatori che spasimano per te, aspetta e vedrai, che bellissima dolce mamma sarai, voi donne vi apprezzo per l'innata modestia che avete, Voi, nei momenti più bui e duri della vita riuscite a dominare tutte le situazioni, ne uscite più temprate di prima, voi, ci date il coraggio, illuminate il mondo con lo sguardo ed un sorriso, non essere triste Lisa cara, altrimenti la tua tristezza mi contagia, mi abbracciò forte, come ha detto zia, sei un caro ragazzo però non voglio intristirti con le mie lamentele, ricordati però, non mento mai aggiunse. Le accarezzavo i capelli, volevo baciarla ma si scostò subito, scusami cara, non volevo offenderti, è stato un momento di debolezza, no, no caro Marco, mi piaci eccome, non mettermi in bocca cose mai pensate, ti voglio bene, mi fai sangue però, però, cosa?. Donna Luisa aveva terminato in cucina, sopra un vassoio tre calici pieni di nocino, alla salute nostra e soprattutto di quello che sta per nascere, alla salute, adesso cari ragazzi metto un altro pezzo di legna sul fuoco altrimenti si spegne e vado a prepararti la stanza cara Lisa, Marco intanto ti terrà compagnia, mi dispiace però avevo detto a mamma che sarei rientrato presto, è dalle quattro che siamo svegli, no caro Marco, adesso per cortesia fammi il piacere non mi lasciare Lisa sola, preparo la stanza e scendo pure io, dai fai il bravo. Lisa mi prese la mano, dai Marco fammi compagnia, siediti, è bello parlare con te, e mentre mi sedevo di nuovo Lisa senza troppi preamboli mi prese a baciarmi il volto, mi accarezzava tutto, bello, ti sei offeso, no, perché offendersi, se, una persona non vuole, zitto scemo, non hai capito niente, sentii le sue labbra che mi baciavano, le lingue inzuppate di saliva che entravano ed uscivano dalle nostre bocche, le mani che si toccavano dappertutto, le mie che le toccavano il seno, le sue che mi accarezzavano il petto e la schiena, mi prese il cazzo tosto, che bello Marco, iniziò non a segarlo come facevo io ma lo faceva ruotare tra le sue mani, che bella sensazione cambiare il movimento della sega, invece di farlo scivolare su e giù mi stava masturbando facendo ruotare le mani sul cazzo, e sulla cappella, brava, continua gli dissi, io, le leccavo i turgidi seni, scendevo con la lingua piena di saliva sul suo corpo, le toccavo il culo, iniziò a godere, si, si vai più dentro, ci misi il dito in quel bel culo, spingi, si, spingi di più, le dita roteavano in quella dolce fornace, è bello, spingi di più, rovistavo e con l'altra mano volevo sentire la dolcezza della sua fica, volevo rendermi conto se era pronta, come stava. Ebbe un sussulto, ti prego no, li no, Marcoo, e la mia povera mano ebbe un sobbalzo, io cercavo la sua fica invece con sommo stupore credetemi mi ritrovai in mano un cazzo grossissimo e ancora moscio. Si tolse le dita dal culo, mi guardò fisso, adesso capisci cazzo perché non potrò mai essere mamma, ho cercato di evitarti ma mi piacevi, adesso fai quel che cazzo vuoi,

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29/01/2017 23:58

mirko

Seghe mentali! RIDERE !!! AHAHAHAHAHHA Grazie di farmi ridere marco!

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