IL MAESTRO SADO-MASO – parte 3 - Piacenza

- Ora mi ubbidirai!
L'ho afferrata di nuovo per i capelli, ho schiaffeggiato il manico del frustino contro la sua figa e l'ho penetrata.
Continuava a sputarmi addosso, ma gli sputi erano deboli e le scorrevano lungo il collo e le bagnavano il petto.
- Questa piccola pervertita ha solo bisogno di essere imbottita per bene!
Ho preso un maxi vibratore e, con un po' di gel lubrificante, gliel'ho infilato nel culo mentre ********* si contorceva e si contorceva ancora.
Poi ho messo un preservativo (la sicurezza innanzitutto, tanto più che aveva la vagina massacrata), ho estratto il frustino e il vibratore, e ho spinto la testa del mio cazzo finché non ho riempito la sua fica. Sono andato veloce e duro, tanto l'apertura era spalancata, sbattendo i miei coglioni sulle cosce e sulle chiappe doloranti. Era perfetto. Potevo punirla, potevo scoparla, però non mi bastava. Allora ho iniziato a insultarla e a schiaffeggiarla.
- Ti piace eh? Non sei altro che una piccola puttana! E' incredibile, ogni volta che vedo questa puttana ha bisogno di essere punita..
Le ho gridato mentre gemeva col mio cazzo dentro di lei.
- Devi soffrire per godere... sei una puttana malata!
Le ho strappato un po' di capelli, tirando su la testa per capire meglio le espressioni del suo viso.
- Alza la faccia, schiava! Fammi vedere...
Era davvero una ragazza strana. Mentre la stavo pompando con violenza nella fica rossa e dolorante per aver ricevuto il manico del frustino, legata mani e piedi su un tavolaccio di legno ruvido, piangeva, sorrideva, gemeva e godeva sul serio.
Mi sono sfilato qualche secondo e le ho infilato un altro vibratore estraibile e più piccolo nel culo (quelli col filo per tirarli fuori, tipo tampax), fino in fondo, per non sbatterci contro i coglioni.
Poi sono entrato di nuovo e ho ricominciato a martellarle la fica brutalmente e ho potuto notare il suo corpo sobbalzare. Ho continuato così, scopandola nel culo e nella fica per altri 15 minuti.
Credo che sia venuta a raffica, 4-5 volte, e solo allora mi sono permesso di scaricare il mio sperma nel serbatoio di gomma. Come dice il proverbio: prima il dovere, poi il piacere.

CONTINUA

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