LESBICA CERCA BOYS - parte 2

Mi parlava della causa, dei problemi familiari, della evidente parzialità delle istituzioni e dei giudici che davano sempre ragione alle donne Io invece, fingendo di ascoltare, osservavo il suo bel viso, i suoi occhi stanchi, le sue mani e... la patta dei suoi pantaloni! - L'ho fatta venire perchè, malgrado io sia l'avvocato della controparte, è piuttosto evidente che la mia cliente mente su alcuni fatti essenziali. Solo un incompetente può non accorgersene. So per certo che, alla prossima udienza, lei verrà condannato e sento il dovere morale di "ammorbidire" la posizione di sua moglie e costringere il giudice a ridurre la condanna al minimo. Le consiglio anche di dimenticarsi di lei, è una donna pericolosa e sfrutta la situazione per portarle via i soldi e la casa. E' rimasto di sasso. Se glielo stavo dicendo io, avvocato di sua moglie, come faceva a non credermi? L'espressione del suo viso è cambiata. In pochi secondi, il suo sguardo, da triste è diventato cattivo. Poi la rabbia è sfociata in un pianto liberatorio. Gli ho teso la mano per confortarlo, lui ha smesso di piangere, si è alzato dalla sedia e mi ha abbracciato. A parte mio padre e mio fratello, era la prima volta che un uomo mi abbracciava! In breve, l'abbraccio è diventato un susseguirsi di mani che accarezzavano e stringevano. Di labbra aperte e lingue che si leccavano e si mordevano con passione. Si è tolto i pantaloni ed ho intravisto uno slip gonfio. Si è tolto anche lo slip ed ho visto un bel cazzo duro in carne ed ossa (si fa per dire, anche una lesbica sa che non ci sono ossa!!!). Si è levato giacca, camicia e canotta, e dopo non ho visto più niente. Il mio corpo era diventata terra di conquista per la sua lingua e per le sue labbra. Mi ha leccato dalla punta delle mani alla punta dei piedi, spogliandomi per gradi finchè non sono rimasta distesa sulla scrivania, nuda ed ansimante per il primo orgasmo. Non ero preparata ad una reazione così travolgente e mi vergognavo per non essermi depilata le ascelle ed il contorno figa. Ma ero super-eccitata e disposta a tutto. A quel punto, mi ha girato su un fianco e mi infilato il cazzo duro e pulsante in bocca. Sentivo il suo odore e il suo sapore succhiandolo e ogni tanto, per respirare meglio, gli leccavo lo scroto. Era il mio primo pompino e non sapevo bene cosa fare, allora lui mi ha spinto la testa in avanti e mi ha scopato fino alla gola. Poi l'ha tirato fuori schizzandomi lo sperma sul collo e sul seno. Ha avuto il buon gusto di non sborrarmi in bocca, però mi ha chiesto se volevo assaggiarlo, ne ha raccolto un po' su un dito e me lo ho spalmato sulle labbra. Bleah! Era caldo, aveva un sapore dolciastro e sgradevole, eppure non vedevo l'ora di sentirmi riempire la vagina o il lato B da un vero pene maschile che, alla fine, emetteva quel liquido così strano e sconosciuto. Intanto lui mi ha allargato le cosce ed ha leccato di nuovo e più a lungo il clitoride e le labbra della vulva, gonfi e rossastri per l'accitazione. Poi ha introdotto la lingua dentro la fica, sollevandomi i fianchi per premerla contro la sua faccia ed arrivare il più in fondo possibile. In quei momenti, ho avuto il secondo forte orgasmo, sottolineato dai miei sussulti, i gemiti ed il copioso umore vaginale, che lui gustava senza problemi. Neanche il tempo di fare pipì (tutto quel movimento mi aveva stimolato la vescica) che il suo cazzo dritto e prepotente reclamava una sana e lunga penetrazione. Mi ha accompagnato verso le due sedie per gli ospiti, fisse, comode, morbidone e senza rotelle, ed ha chiesto di mettermi alla pecorina, appoggiando un ginocchio di qua ed uno di là. Mi ha penetrato senza esitazione nella fica, già super-lubrificata e dilatata, alternando spinte lente e veloci, mentre con le mani mi palpava le tette, pizzicando i capezzoli gonfi e rigidi. Quando sono venuta per la terza volta, ha estratto l'uccello ancora duro ed unto dalla vagina, e me l'ha infilato lentamente nell'ano. Per 15 indimenticabili minuti, mi ha inculato così come mi aveva scopato, con delicatezza alternata a violenza. Mentre con una mano mi accarezzava il clitoride, sembrava quasi che mi montasse pensando a vendicarsi della moglie. Ho goduto così tanto che, ad un certo punto, gli ho chiesto perfavore di sborrare, balbettando parole ingarbugliate. Finchè, finalmente, mi ha scaricato 2 o 3 milioni di spermatozoi in culo e, stanco, si è sdraiato sul pavimento. Per mezz'ora siamo rimasti nudi ed esausti sul parquet di legno Non sentivo freddo perchè mi teneva stretta contro contro di lui e mi riempiva di baci e di coccole. Sapevamo entrambi che una relazione tra di noi sarebbe stata inopportuna e disdicevole, perciò ci siamo limitati ad assaporare quei momenti, senza fare progetti per il futuro. Ormai erano le 9 di sera, gli uffici erano deserti, così siamo sgattaiolati nel bagno comune del pianerottolo per lavarci un po' e rivestirci. Rientrati in ufficio, abbiamo scambiato i numeri dei cellulari e giurato di non rivelare a nessuno quello che era accaduto e che, chissà, forse poteva accadere di nuovo. Da allora, ci siamo rivisti solo in tribunale. Io ho convinto la moglie a rinunciare alle assurde pretese economiche perchè rischiava le accuse di calunnia e truffa ai danni del marito. Ed il giudice, suo malgrado, non ha potuto andare oltre una condanna dell'uomo a sei mesi con la condizionale. Rossana è rimasta molto sorpresa dall'esito del processo e mi ha chiesto delle spiegazioni. Io l'ho accontentata solo facendo l'amore con lei. Adesso continuiamo a frequentarci, ma ha dovuto ingoiare il rospo. La "sua" Elena non era più soltanto lesbica, era bisessuale e scopava allegramente anche con gli uomini Ogni tanto, me ne porto uno a cena con me e coi miei genitori. Loro sono contenti perchè sperano che abbia messo la testa a posto, però sono un po' preoccupati perchè ne cambio uno al mese! FINE

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29/09/2016 15:05

marcella

Prima ho postato un commento sbagliando in buona fede la storia!IL post è riferito alla storia qui sopra!!Basta storie patetiche e inventate come questa! Una vera lesbica non ha questi dubbi!!

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