La Padrona - Parte III°

La padrona – Parte III°

Così vestita le “sacerdotesse” mi accompagnano al piano di sopra dove c’è “Divina” che mi aspetta
Si apre la porta ed entro in una grande stanza dove al centro c’è un letto matrimoniale a baldacchino, luce soffuse, un intenso profumo di incenso ed un sottofondo musicale, nella stanza sono presenti vari strumenti di dominazione come il cavalletto, la gabbia, la croce, un lettino ginecologico ed appesi alle pareti fruste di tutti i tipi, guinzagli e maschere, su di un mobile falli di tutte le misure, strap-on, palline anali ecc….sempre alle pareti sono appesi quadri raffiguranti scene sado-maso;

ad un certo punto si apre una porta e con l’accompagnamento musicale entra “Divina”: una creatura meravigliosa, dall’aspetto tenebroso che incute molto timore, io sto sudando freddo….è vestita con una lunga tunica nera, con disegni dorati, molto alta e maestosa con una pelle bianca che fa contrasto con il trucco scuro, affiancata dalle due “sacerdotesse” dalle vesti candide che mi fanno cenno di inchinarmi;

per la prima volta, sento la voce di “Divina”: molto calda e profonda che mi chiede se sono pronto ad un’esperienza unica, di totale sottomissione, io rispondo di si,, le “sacerdortesse” tolgono il lungo abito nero e “Divina” appare ancora di più maestosa di prima: indossa un completo di lattice, nero, con corpetto, intimo e lunghi stivali di pelle, nera, lucenti; congeda le “sacerdotesse” e rimaniamo soli, mi fa cenno di avvicinarmi, sempre a quattro zampe, prende un collare con il guinzaglio, ora sono la sua cagna, sento in me un fremito di paura misto ad eccitazione, con frustino mi da dei piccoli colpi ma decisi e inizio a camminare, come un cane, Lei si accomoda su una poltrona e mi ordina di leccare gli stivali, io ubbidisco e cerco di impegnarmi al meglio, sfioro anche le gambe e Lei subito mi punisce un deciso colpo di frustino; mi ordina di togliere gli stivali e leccargli le Sue estremità, morbide e profumate, la “Divina” si diverte a strofinare i suoi piedi contro la mia faccia e, io, da bravo schiavo, tiro fuori la lingua e lecco la pianta;

dopo una buona mezz’ora di questo trattamento la “Divina” sia alza e mi trascina verso il lettino, mi ordina di spogliarmi e mettermi a gambe divaricate, si infila dei guanti e inizia ad esplorare il mio buchetto con un dito, poi due ed infine con tre, quando è bene allargato, prende un dildo e con un colpo deciso me lo infila tutto dentro, sento un po’ di dolore che poco a poco si trasforma in piacere; questo dildo ha una particolarità: all’estremità c’è una coda in modo che così assomigli di più ad una cagna, a questo punto ritorno a quattro zampe e “Divina” si diverte a portare in giro la sua cagnetta, sento salire in me l’eccitazione ben trattenuta dalle mutandine di lattice;

a questo punto la “Divina” con un battito di mani richiama le due “sacerdotesse” che hanno abbandonato le vesti candide ed indossano completi di lattice nero in cui fuoriescono i seni turgidi e calzano lunghi stivali, la “Divina” rivolta a me: “adesso cagna fammi vedere come succhi”, infatti le due “sacerdotesse” indossano due strap-on veramente realistici e avvicinandosi a me iniziano a sbattermeli in faccia, io tiro fuori la lingua ed inizio a leccare…mi trovo, così, in mezzo alle due e “Divina” che, prendendomi la testa, mi dirige da una parte o dall’altra, io, ormai preso in un vortice di eccitazione, apro la bocca e accolgo i due strap-on, prima uno poi l’altro a ritmo sempre più veloce e profondo, sento che ridacchiano sadicamente e mi incitano a succhiare, dopo un po’ di questo trattamento, ormai completamente in loro mani, le due “sacerdotesse” mi prendono di peso e mi mettono sul cavalletto, mi legano le caviglie e i polsi dietro la schiena, adesso sono immobilizzato e riprendo a succhiare i due strap-on, mentre “Divina” sento che si posiziona dietro di me e con tono deciso” adesso è arrivato il momento che assaggi il mio scettro”;

così con un rapido gesto come me lo aveva infilato mi toglie il dildo, e con altrettanto colpo deciso infila il suo attrezzo, io ho un gemito di dolore che viene subito smorzato tappandomi la bocca con uno stra-on, dopo, un po’, il dolore lascia spazio al piacere; la “Divina” attende che il mio culetto si abitui e poi inizia un lento ma costante su e giù, sento che si sta ingrossando dentro di me, dopo un po’, “Divina” si ferma ed è arrivato il turno delle “sacerdotesse” che a turno iniziano ad abusare del mio buchetto, mentre “Divina” mi ordina di succhiarlo: davvero grande, grosso e largo, faccio fatica a prenderlo in bocca, ma piano piano entra e “Divina” inizia a scoparmi la bocca, ormai ho tutto i buchi riempiti e sento ridacchiare sadicamente…..dopo un po’ “Divina” estrae il Suo attrezzo dalla mia bocca, ormai indolenzita, e pronuncia la fatidica frase:” cagna, sei pronta a ricevere il mio nettare?” io con un cenno della testa annuisco, ormai sfinito, chiudo gli occhi e sento la faccia inondata da un liquido caldo ed appiccicoso, mentre continuano a ridacchiare e sculacciarmi, “Divina” mi ordina di ripulire bene l’attrezzo…..sfinito dal trattamento vengo portato di peso nel bagno per una doccia purificatrice ed riaccompagnato al piano di sotto nella stanza dove tutto ebbe inizio…..FINE

Vota la storia:




Non ci sono commenti

Per commentare registrati o effettua il login

LOGIN
REGISTRATI

Errore

Hai dimenticato la password? Errore
Attendere prego
Registrati ora!