• Pubblicata il:
  • Autore: TEDDY82
  • Categoria: Racconti trav
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IN MOTEL CON UNA TRAV - 1^ parte

IN MOTEL CON UNA TRAV - 1^ parte

C'è voluto quasi un anno perchè mi rendessi conto che non potevo più fare a meno di conoscerla e fare l'amore con lei. Faccio il cameriere in un ristorante di lusso e, spesso, veniva a cenare da noi accompagnata da uomini ogni volta diversi, ma visibilmente benestanti. Giovane, bellissima, colta, parlava con loro in inglese, spagnolo, tedesco, francese senza problemi. Sempre elegante e gentilissima, nonostante fosse evidente il mestiere che faceva, per noi era diventata "la star" del locale e ci chiamava tutti per nome (comunque dandoci del "lei"). A me in particolare, che sgomitavo coi colleghi per essere sempre io a servirla al tavolo.
Quella sera, qualcosa era andato storto. Aveva litigato col suo "accompagnatore", piuttosto ubriaco, e lui se n'era andato via, piantandola in asso e senza saldare il conto.
Cercando di smorzare i toni, con la solita cortesia, lei aveva gestito la situazione, pagato di tasca propria, ed era uscita.
Non potevo farmi sfuggire un'occasione del genere! Fingendo un'improvvisa telefonata di emergenza della mia fidanzata, ho chiesto al titolare di staccare in anticipo e mi sono precipitato fuori. Lei era poco distante e, col cellulare all'orecchio, chiamava un taxi fumando una sigaretta. Mi sono avvicinato con garbo, l'ho salutata, ho detto che mi dispiaceva per l'accaduto e le ho chiesto se aveva bisogno di un passaggio.
- Perchè no? Lei è molto gentile e so che posso fidarmi...
Le ho fatto strada fino al parcheggio del ristorante e l'ho fatta salire sulla mia umile Fiat Punto.
- Mi scusi se non è di gran lusso, ma è quasi nuova e, per il momento, non possiamo permetterci altro...
- Permetterci... Chi?
- Io e la mia compagna, sa... il lavoro precario...
- In fondo, siamo tutti precari. Oggi siamo qui, sulla terra, a sbatterci per vivere, per mangiare, per un mucchio di stupidaggini, e domani magari saremo morti e sepolti.
- Tu sai che sono una trav?
- L'avevo intuito, ma non mi interessa. Per me tu sei una Venere e ti desidero più di ogni altra donna frase l'ha molto colpita e si è dimostrata molto disponibile sia sul prezzo che sul posto dove andare.
Il luogo del nostro incontro segreto è stato un piccolo motel in via Goffredo Mameli - Opera (MI). Siamo entrati nella stanza, io la tenevo per mano, il resto del mondo era scomparso e c'eravamo solo noi due. Sentivo il suo profumo, ero affascinato dalla sua straordinaria bellezza e, nonostante la differenza tra il suo mondo e il mio, le ho chiesto se potevo baciarla. Lei ha detto di sì e mi sono scatenato. L'ho stretta sui fianchi, premendola verso di me. Attraverso i pantaloni, sentiva il mio cazzo già in tiro, e ho mescolato la mia lingua alla sua per qualche interminabile minuto.
Le ho levato la giacchetta firmata, il body e il reggiseno in pizzo di seta bianco, scoprendo due splendide tette siliconate a casquè (cioè ad effetto naturale cascante. Io me ne intendo...), dotate di capezzoli simil-donna. La sua testa si è piegata all'indietro, godendo del modo in cui ie baciavo il collo e il seno. La mia saliva luccicava sui capezzoli rigidi, come chiaro segno della sua eccitazione (vera o finta?). Nel frattempo, le mie mani vagavano verso il basso posteriore, e avvertivo il calore e l'odore di sesso (si può fingere anche questo?).

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