IL BOY E LA DIRETTRICE DI BANCA - parte 2

Al ritorno, Alberto si scusò, ma risposi che ero stata io a chiederglielo. Mi distesi sul letto accanto a lui e cominciai a giocare col suo pesce. Non erano passati neanche 5 minuti e stava già tornando lungo e grosso come prima! "Devo piacergli davvero tanto", pensai mentre maneggiavo con cura il suo arnese e l'erezione era completa. Lui mi girò alla pecorina. - No, dissi io, voglio baciarti, voglio vedere i tuoi occhi ed il tuo viso. Tornai in posizione supina, allargai le gambe, afferrai il cazzone e me lo infilai dentro. La fica era bagnatissima e dilatata, eppure le prime spinte mi facevano male. - Piano, piano... così mi sfondi! Prese il suo orologio e lo allacciò sopra la base del pene. - Ecco, d'ora in poi fermerò la spinta quando arrivo al cinturino di pelle... sei bellissima... Di nuovo pensai: "Devo piacergli davvero tanto. Fu una scopata lunghissima. Lenta, veloce, a gambe piegate, a gambe sollevate piegate, ricca di baci e di orgasmi ripetuti (i miei). Quando finalmente mi sborrò dentro, ero sudata come se fossi stata in una sauna. Alberto scese dal letto, mi diede un bacio e andò in bagno. Ero stanchissima, stanchissima ma felice. Erani anni che, con mio marito, non godevo e facevo finta. Mi sentivo nuovamente donna ed appagata. Pensavo: "Se un ragazzo cosi bello e così giovane è venuto a letto con me, vuol dire che sono ancora desiderabile". Mentre mi cullavo nei miei sogni, è uscito dal bagno: - Sai, a te voglio fare uno sconto speciale. Lascia sul comodino un bel "regalino", quello che decidi tu, io intanto mi vesto. Sconto, regalino... mi è crollato il mondo addosso! - Ma per chi mi hai preso, per una vecchia baldracca in cerca di sesso? Io sono sposata, ho due figli ed un marito e mi sono compromessa perchè credevo di piacertii! Mi sono lasciata andare e tu, tu... Scoppiai a piangere, ma Alberto non fece una piega. - Senti, non rendere le cose più difficili. Se mi fai incazzare, tolgo lo sconto oppure ti sputtano in tutta Otranto. Ero pietrificata, mi sentivo come una preda in trappola. - Senti, io non me lo aspettavo e, nella borsa, non ho abbastanza per farti il regalo che meriti. Vieni in banca domattina e sistemiamo tutto, ok? Mi ascoltava con sufficienza, era impegnato ad ammirare il suo fisico ed a sistemarsi i capelli davanti allo specchio. Era spavaldo, sicuro di sè, mi aveva in pugno. Rovistò dentro la borsa, aprì il portafogli e lo richiuse. Prese soltanto un deodorante spray, un pacchetto di sigarette a metà e l'accendino. - Ok baby, ci vediamo domattina tardi in banca. Intanto prendo le sigarette: lo sai che fumare fa male... Se ne andò accendendo una sigaretta, dopo essersi deodorato col mio spray ed averlo gettato sul letto. Per uno stronzo del genere, non potevo rischiare la mia reputazione e la mia famiglia. Il mattino dopo, verso le 8.30, andai dai carabinieri (al cui maresciallo avevo fatto diversi favori bancari) e lo denunciai per molestie sessuali e stalking. Quando arrivò in banca, verso le 12.30, bello come il sole, il maresciallo e un collega vestiti in borghese erano nella saletta d'aspetto, tra i clienti. Entrò nel mio ufficio chiudendo la porta. Gli spiegai che, per non destare sospetti in mio marito, gli avrei fatto un assegno circolare intestato dalla mia banca e gli diedi una biro per firmare alcune carte. Mentre lui aspettava con la biro in mano, gli abbassai calzoni e mutande massaggiadogli il cazzone. Subito presi un'altra biro identica dal cassetto, mi girai come per cercare dei documenti e mi graffiai in modo vistoso il collo ed un braccio con la punta della biro. La nascosi in tasca, mi strappai la camicetta e cominciai ad urlare: "Aiuto... aiutoo... aiutoooo!". In due secondi, entrarono i carabinieri e lo ammanettarono. Era pietrificato, si sentiva come un topo in trappola. - Hey, un momento... che cazzo fate? E' lei la puttana! Si è fatta scopare come una vacca e non vuole pagarmi! - Stia zitto, imbecille! Disse il maresciallo strappandogli la biro dalla mano e mettendola in un sacchetto. La dichiaro in arresto per molestie sessuali e stalking. Da questo momento, ogni cosa che dice, potrà essere usata contro di lei. Ha diritto a nominare un avvocato, se non... ecc. ecc. Mentre risuonavano queste parole, due impiegati mi prestarono i primi soccorsi e chiamarono il 118. La biro che tenevo in tasca, finì in uno dei cestini del pronto soccorso ed io, dopo due giorni, fui dimessa dall'ospedale. Di lui, ad Otranto, non si è più sentito parlare. Nessuno credette alle sue dichiarazioni ma, con l'aiuto di un'avvocatessa con le ragnatele nella fica, ottenne gli arresti domiciliari e si dileguò in Sud America. Su di lui pende ancora una condanna per molestie sessuali e stalking, a cui va aggiunta la denuncia per stupro presentata dall'avvocatessa con le ragnatele. Povero Alberto... così bello e così imbecille! FINE

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